Numero Verde 800.980.464 |PRIVACY | CONTATTACI | PUBBLICITA'| Vai a MEKA.IT

Milano Design Week
15
Apr

Milano Design Week: appuntamento con le idee

L’imperdibile Milano Design Week

È sulla scena dagli anni Ottanta, la Design Week di Milano, il grande evento collettivo che riunisce spontaneamente aziende e addetti ai lavori del settore dell’arredamento e del design industriale. E che, anche quest’anno, il primo “dopo-Expo”, torna a ravvivare il capoluogo lombardo con le forme e i colori delle sue esposizioni, fra Salone e Fuorisalone.

Ma non è una vera e propria fiera, ci tengono a precisare gli organizzatori: i promotori sono autonomi, i percorsi molteplici. La Design Week milanese si configura più come meta, punto di convergenza e di incontro fra idee e ideatori, che non come punto di partenza; e, naturalmente, finisce col rivestire il ruolo di appuntamento immancabile – insieme e contemporaneamente con la Fiera del Mobile – tanto per chi opera nel ramo quanto per gli appassionati o i semplici curiosi.

Milano Design Week 2

E uno dei segreti di questa importante manifestazione sta, di sicuro, nel dialogo e nel rapporto con il territorio che, attraverso gli anni, ha dimostrato di saper creare e, anche e soprattutto, mantenere. Perché sì, ci sono i “luoghi deputati”, quei quartieri milanesi che il tempo ha eletto a icona della Design Week (la Zona Tortona, ad esempio), ma ciò che la città, per un motivo o per l’altro, ha abbandonato, lasciato indietro, in quei giorni è destinato a risvegliarsi e bagnarsi della stessa folla: vecchi capannoni, aree industriali dismesse, riportate in vita dalle aziende che le prendono temporaneamente in gestione, conquistano il diritto di essere protagoniste tanto quanto gli show-room commerciali.

Lo spazio si tinge dei colori dei prodotti in esposizione, ma anche di quelli di opere, installazioni, performance: la Milano Design Week sembra non volere risparmiare mai nulla, in fatto di energie. Qui è dove il meglio del design italiano e internazionale si mette in mostra, spingendo fino in fondo sul pedale della creatività.

Le mille e una storia della Milano Design Week

E dalla seconda settimana dell’Aprile di quest’anno la storia si ripete; anzi, tante storie. Come quella delle Milan Breakfasts, le tre brevi “colazioni creative” che radunano i maggiori designer, olandesi e non solo, davanti a un cappuccino: una serie di incontri informali e professionali al tempo stesso i cui partecipanti sono chiamati a sperimentare sul campo in base a un tema prescelto – quello del 2016, il tatto, invita a giocare con i materiali manipolandoli direttamente.

C’è poi Abitare che, con la curatela e la collaborazione di Marco Sammicheli, dall’11 al 14 del mese, durante il ciclo di talk The Year of Design 2016-2017 riflette sulla capacità del design di leggere la realtà, aprendosi alla partecipazione di progettisti provenienti da tutto il mondo.

Quindi si continua coi simposi e i dibattiti, come il 12 aprile presso lo IULM Open Space con l’incontro curato da Vincenzo Trione su Le professioni dell’arte e il loro ruolo all’intero della società e del mercato in epoca contemporanea.

Milano Design Week 1

Ma le parole, ovviamente, non possono essere tutto, specialmente in una Design Week: ed ecco dunque che il “Design Center” di BASE Milano (ex-Ansaldo) spalanca le porte alle esposizioni ed alle sperimentazioni di marchi di rilievo quali Brionvega e Moleskine; il gruppo Nendo, presso la Facoltà Teologica, fa il proprio personalissimo omaggio al mondo del fumetto orientale con il progetto delle 50 Manga Chairs (v. foto), mentre un altro “pezzo di Giappone”, lo YOY, sceglie la cornice dell’Opificio 31 per proporre ed esporre la sua particolarissima selezione di design (lampade che proiettano la propria sagoma sul muro, foto di poltrone dove ci si può sedere davvero, e così via – v. foto successiva).

Il giorno 13 è poi la volta del Design Pride, per la prima volta organizzata da Seletti, con percorso da piazzale Cadorna fino a piazza Affari, e la partecipazione di nomi quali Fabio Novembre, Gufram e Toiletpaper. Perché – è bene ricordarlo – nella Design Week di Milano la prima atmosfera che si respira è quella di una colossale festa, di un evento dove azione, riflessione e divertimento puntano a una riuscita e fruttuosa coesistenza.

Ma bisogna ricordare allo stesso modo tutta la tangibile e pratica concretezza del Salone, che per quest’edizione può contare su positivissimi dati di mercato e una rinnovata capacità attrattiva, data dall’inaugurazione di una categoria espositiva – e relativo, autonomo padiglione – fino a quest’anno inedita: l’arredamento di lusso. Accanto ai consueti ‘classico’ e ‘design’, un terzo, nuovo protagonista capace di attirare un potenziale di 30mila visitatori nel solo week-end, oltre che di concentrare su di sé le attenzioni e le energie dei più noti brand fashion.

Milano Design Week 3

D’altra parte, la ricerca verso “nuovi materiali, nuovo design” non si arresta, e anche per l’edizione 2016, ospite di un focus sulla tecnologia domestica per la cucina e il bagno, gli ambienti della manifestazione si trasformano in veri e propri laboratori, rispondenti al diktat dell’innovazione e dell’efficienza energetica; questioni care specialmente ai giovani, cui è dedicato lo spazio del “SaloneSatellite”.

E la sperimentazione continua sul piano delle mostre, a cavallo – come solo nel mondo del design accade – fra arte e utilità, con, ad esempio, le Stanze (Altre filosofie dell’abitare), a cura di Beppe Finessi, dove a designer d’interni del calibro di Alessandro Mendini e Duilio Forte è stato chiesto di immaginare uno spazio di abitazione destinato al tempo presente ma, anche e soprattutto, a quello futuro. Un’esplosione di originalità che trova riscontro anche nei contesti classici, come dimostra l’esposizione Before Design: Classic, arricchita dalle istallazioni dello studio Ciarmoli e dal racconto per immagini del made in Italy contenuto nel cortometraggio di Matteo Garrone.

Nessun angolo dell’abitare contemporaneo e delle sue innumerevoli forme rimane inesplorato, nella Milano Design Week.

Commenta con Facebook ()

Commenta con Default form (0)

Lascia un commento