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Zaha Hadid Design - Settimana del Design Campano
15
Apr

Design: le “istruzioni per l’uso” di Zaha Hadid

Zaha Hadid, fra design e ambizione

Non solo design, per Zaha Hadid: la sua è una lezione di vita e di passione che muove dalle linee curve e sfuggenti dei suoi progetti architettonici sparsi per il mondo puntando, come loro, verso orizzonti inediti.

È il coraggio, la forza di rischiare nel proporre qualcosa di nuovo e, soprattutto, nel difenderlo, portarlo avanti. Un aspetto che, nel caso della fortunata artista irachena, prima di farsi concreto nell’opera, nelle creazioni, viene fuori dalla quotidianità, dalla relazione fra personalità e contesto attraverso gli anni.  

E Zaha Hadid sembra essersi sempre distinta per un carattere forte, un atteggiamento sicuro, un temperamento energico e pieno di spigoli – all’opposto dei suoi concept architettonici e di design – con cui si è aiutata, da un lato, e si è “protetta”, dall’altro, nel corso della lunga e solitaria scalata nel mondo dell’architettura che di quello stesso mondo l’ha resa regina.

Zaha Hadid Design - Settimana del Design Campano

Archistar, il tuo nome è donna

Perché la Hadid è stata la prima donna ad aggiudicarsi il Pritzker Prize, il “Nobel dell’Architettura”, nel 2004; e se l’ha fatto, se ci è riuscita, è anche grazie alla consapevolezza che aveva di sé, alla disponibilità ad osare e intervenire con decisione in ogni campo, dalla progettazione delle grandi opere (l’Acquatics Center di Londra, il Centro Culturale Heydar Aliyev dell’Azerbaigian, i grattacieli della Fiera di Milano) al design di interni, passando per il settore fashion.

La versatilità, la voglia di affermarsi, di inventare e reinventare della “sovrana dell’architettura” hanno lasciato il segno sulle passerelle delle sfilate, con le calzature “folli” elaborate per marchi come Melissa o Lacoste; nell’interior design – e qui l’Italia ha un ruolo particolare – con il mobilio e i complementi d’arredo, quali ad esempio i mobili fluidi installati presso la Home House londinese o il divano Moon System [in foto] ideato per la B&B Italia; anche nell’ambito delle decorazioni e dell’oggettistica per interni, con linee di piatti, bicchieri, bottiglie.. e perfino di candele.

Un estro così esuberante, così decisamente votato all’anticonformismo, da suscitare non poche critiche da parte, soprattutto, degli altri professionisti del settore: definita spesso ingenua, autoritaria, più vicina al virtuosismo estetico fine a se stesso che all’effettiva funzionalità degli oggetti, Zaha Hadid era in possesso di una sicurezza che “la faceva apprezzare più dalle persone normali che non dai suoi colleghi, gelosi del suo incredibile talento”. Ed era (ed è) forse questo, più degli altri, l’altro lato della medaglia del successo nel bello ma complicato regno del design: il “prezzo della creatività”.

 

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