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25
Mar

Design: le “istruzioni per l’uso” di Riccardo Dalisi

Il design come “storia del cosmo”

“Tutto può essere ispirazione di qualcosa”, nel mondo del design. Ecco perché laboratori come quello di Riccardo Dalisi, fra i più noti designer operanti sul suolo campano, sono così come appaiono: un’esplosione tangibile (e contagiosa) di inventiva, traboccante di ninnoli, oggetti, progetti, colonne di carta, forma e materia.

Qualcosa che si potrebbe definire disordine creativo, come di fatto sceglie di fare Giorgio Tartaro una volta di fronte a lui, il celebre proprietario dell’ “antro” vomerese che ha fatto la storia del design campano rielaborando il concept della caffettiera napoletana per la ditta Alessi.

E il caos è fertile, ci tiene a precisare Dalisi, anche e soprattutto se contro di esso – come nel suo caso – si intraprende una lotta per “scongelare” le idee classiche rese intoccabili dal tempo: oggetti d’uso, comuni, normali, vecchi, che si rinnovano; caffettiere, teiere, che nella metamorfosi esteriore ritrovano un’identità “migliorata”, un senso, un contenuto e una funzionalità più completi ed efficaci.

Riccardo Dalisi Design 2

La visione creativa di Riccardo Dalisi

L’artista mette sullo stesso piano l’origine del mondo e quella dell’atto creativo: un big bang contenente tutte le intenzioni delle sue creazioni, il loro disegno; come, del resto, dimostra ogni giorno la natura stessa, con i suoi semi che già racchiudono l’albero riassumendone “la qualità, la tipologia, il carattere, tutto”.

Quando creiamo – dice Dalisi – ripercorriamo la storia del cosmo”: facciamo esplodere l’idea, riempendola del sentimento e “dell’immagine di ciò che dev’essere”; il pensiero – come sta anche ad indicare il titolo di una delle sue pubblicazioni, Il progettare senza pensare – si mette in moto solo successivamente.

Sin dal suo ingresso nello studio di Francesco Della Sala negli anni Sessanta, sebbene in un ambiente dominato dall’estetica razionale e organica di Gropius e Lloyd, Riccardo Dalisi ha portato avanti una visione diversa, votata all’incontentabilità, alla sfida continua e, più di tutto, alla possibilità di riscontrare nell’errore tutta la forza propulsiva di un nuovo stimolo.

Riccardo Dalisi Design 1

Il suo è un design letteralmente a misura d’uomo, che poggia sul discorso del Grande dittatore chapliniano e sulla trasformazione del Pinocchio di Collodi per arrivare, nella pratica, a un riutilizzo amorevole e giocoso tanto dei materiali quanto delle competenze e delle tecniche artigianali; la fondazione del gruppo Radical Design Global Tools, e la successiva ricerca, fra i Settanta e gli Ottanta, in campo storico e folkloristico, valgono da ulteriore testimonianza della cifra marcatamente popolare del suo modo di intendere e di operare.

Pur rimanendo vincolato all’orbita della tradizione, Dalisi tiene gli occhi bene aperti sul tempo presente, dando voce alle esigenze (ed emergenze) dell’ecosostenibilità, per le quali istituisce addirittura un premio – Il compasso di latta, nel 2010 – capace di ravvivare ulteriormente le “unioni bipolari tra mondi diversi, artigianato e industria” entro l’ottica di una maggiore attenzione al sociale.

Il suo rappresenta il modello ideale, ma anche concreto, da seguire affinché l’incontro fra storia e futuro, così cruciale per il design e non solo, superi la natura di evento occasionale e si trasformi in pensiero, convinzione, azione abituale.

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